Quando due persone condividono esperienze piu’ o meno intime (indipendentemente se sono una coppia o meno) ecco che diventano entangled, non-separate, unite dal filo rosso. Ce lo spiega la fisica quantistica ed è interessante considerare la correlazione che ne fa la psicologia moderna. Ma facciamo un passettino indietro ...
… Perché si parla di “fisica dell’anima”?
L’AMORE È PER ECCELLENZA L’ENERGIA PIÙ POTENTE CHE CONOSCIAMO PER CREARE “ENTANGLEMENT” ossia LEGAMI.
SIAMO UNITI IN UN SOLO TUTTO, SE SIAMO IN AMORE CON IL TUTTO
Per la fisica quantistica, la distanza non conta. Anche se due oggetti sono separati, da pochi centimetri a migliaia di chilometri, ci sarà sempre un filo invisibile che li lega gli uni agli altri. È ciò che si chiama entanglement quantistico, un concetto meglio noto con il nome di non-separabilità dei sistemi: lo stato quantico di due o più sistemi dipende dallo stato quantico di ciascun sistema anche se sono spazialmente separati. Il termine entanglement (letteralmente, in inglese, "groviglio", "intreccio") fu introdotto da Erwin Schrödinger in una recensione del famoso articolo sul paradosso, che nel 1935 rivelò a livello teorico il fenomeno.
Nei decenni successivi studi di fisica quantistica hanno dimostrato come si comportano due o piu’ particelle subatomiche o “entita’”, che si condizionano e comunicano a distanza.ù In pratica le particelle, essendo dotate di un senso di rotazione che nel gergo si chiama spin, se si avvicinano e poi si allontanano, invertono il senso di rotazione non appena lo fa l’altra, indipendentemente dalla distanza che le separa. E'' stato dimostrato che ogni particella (dotata di una sua memoria) che acquisisce informazioni dalle sue interazioni con l’esterno, condivide e trasmette con il suo Entangled all’opposto del mondo. È stato anche dimostrato che tali informazioni possono essere modificate solo con nuove interazioni e che più sono queste informazioni, maggiore e’ il legame tra le due particelle o entita’.
La “fisica dell’anima”: sostiene che tutto ciò che esiste ha in qualche modo un’anima (che e’ in diretto contatto col “tutto”) e si può affermare così il principio di “non separazione” tra le due entita’. Quando due persone condividono esperienze più o meno intime (indipendentemente se sono una coppia o meno) ecco che diventano entangled, non-separate, unite dal filo rosso. Ma non solo, anche le persone particolarmente vicine a quelle entangled subiscono un condizionamento indiretto, e senza che se ne rendano conto, assorbono pensieri, emozioni, sensazioni e segreti di due persone “non separate”.
scrive la psicoterapeuta Miriam Cassandra: "Proviamo a riprendere la formula:“La capacità di influenzarsi istantaneamente a vicenda, anche a distanza, presentando un legame che va al di là del tempo e dello spazio”. Che significa tutto ciò? Vuol dire che chi ha percorsi comuni, chi ha vissuti similari si riconosce, è come se le reazioni chimico-fisiche ci indirizzassero verso chi è più vicino a noi. Pensateci bene, quante persone incontriamo sulla nostra strada durante la vita? Colleghi di lavoro, conoscenti, amici, compagni di classe… non li abbiamo mai contati, ma sono sicuramente tanti! Eppure le persone che scegliamo al nostro fianco sono veramente poche.
Ci si sceglie, quasi magicamente, ci si incastra, il fatidico colpo di fulmine non è che l’applicazione di questo principio quantistico. Perché faccio amicizia con una persona anziché un’altra, solo per i valori comuni? Solo perché ci sta simpatica? O solo perché è l’unica che ci ascolta. Perché scegliamo un partner anziché un altro: perché ci ha scelto lui? Perché è carino? Perché è gentile? Anche, sicuramente, ma ci sono degli aspetti viscerali che vanno ben oltre l’apparenza, oltre ciò che palesemente balza ai nostri occhi. Vi sono delle affinità che non possiamo tralasciare, quelle di cui già parlava Johann Wolfgang von Goethe nel lontano 1809 ovvero affinità chimiche, proprietà degli elementi chimici che hanno la tendenza a legarsi con alcune sostanze a scapito di altre (Goethe, 1809)."
Due persone che si amano quindi anche se separate dalla distanza a causa del lavoro o di necessità familiari, riescono a mantenere saldo un rapporto che va al di là del tempo e dello spazio, nulla può scalfire quella solidità, quel castello che si è costruito mattone dopo mattone. Allora forse, vale la pena riflettere anche su questo principio di "Non-Separabilità": non ignoriamo le connessioni che potrebbero far sì che la felicità alberghi ogni giorno dentro di noi.